Ma che è ‘sto coaching?!

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Cosa è (e cosa non è) il coaching

Il coaching è una disciplina molto giovane che si rifà alla Psicologia, alla Filosofia, alla Gestione delle Risorse Umane e a tante altre materie. Per questo motivo molti non capiscono cosa è e lo scambiano per qualcosa che non è!

Ad esempio, mi è capitato di parlare con persone che confondevano il coaching con una consulenza del lavoro, con l’insegnamento o con il counseling. Lasciatemi dire da coach accreditata presso ICF, che il coaching non è niente di tutto questo. Ma, siccome viviamo nel tempo della confusione e del continuo rimescolamento delle parole, ognuno si può “identificare” con ciò che vuole e anche un insegnante di canto diventerà magicamente un vocal coach.

Mi sembra giusto chiarire che il coaching non è insegnamento! Questo è il fraintendimento più comune che è incoraggiato da chi non possiede alcun titolo accademico per darsi un tono. Così, la persona che si vuole pavoneggiare si creerà un nome esotico e accattivante: Mario Rossi coach di canto oppure Priscilla Bianchi coach di ballo. In questi casi si gioca sul significato ambiguo che ha la parola “coach” ha in lingua inglese. Essa, infatti, vuol dire sia allenatore o formatore, che coach professionista.

ICF e il Coaching

Cosa è il coaching? Mi fa piacere condividere la definizione che la mia associazione di categoria dà di coaching. ICF (International coaching federation) definisce il coaching come: 

“la collaborazione con i clienti in un processo creativo e stimolante che li ispira a massimizzare il loro potenziale personale e professionale.”

Dunque il coaching è una disciplina in cui il coach e il cliente collaborano per fare fruttare i talenti della persona (il cliente). Tutto ciò avviene attraverso un processo creativo, cioè attraverso un susseguirsi di incontri e di dialoghi che creano qualcosa di nuovo e cioè una nuova consapevolezza di sé stessi e della realtà circostante nel cliente. Tali consapevolezze stimolano la persona a creare cambiamenti positivi nella propria vita personale o professionale a partire da soluzioni trovate dal cliente stesso.

La particolarità del coaching risiede nel fatto che il coach e cliente stanno sullo stesso piano (collaborano). Questo distingue il coach dall’insegnante o dal consulente, che si pongono su una posizione di superiorità rispetto al cliente in virtù della loro conoscenza approfondita di una certa materia. Nel coaching, invece, la materia è proprio la vita del cliente e chi è più esperto di sé, se non la persona stessa? Ecco perché il coach non può porsi in una posizione di “esperto” che dice quello che si deve o non si deve fare.

Spesso, la figura professionale del consulente viene confusa con il coach. Ma il coaching non coincide con la consulenza! Si pensa che il coach dia una strategia o un piano articolato per raggiungere un obiettivo specifico, come, a esempio, trovare un fidanzato o perdere peso. In realtà, il coach attraverso le competenze della sua disciplina fa letteralmente “partorire” al cliente le sue verità e il suo piano d’azione. Per questo, come amava ripetere la mia insegnante, il coaching è molto vicino al dialogo socratico e all’arte della maieutica.

Infatti, durante l’incontro di coaching circa l’80% dello spazio dialogico viene lasciato al cliente e il restante 20% dovrebbe essere occupato per lo più da domande o osservazioni del coach, date a partire dalla propria sensibilità e con il massimo rispetto dell’altro.

Cosa è il coaching per me

A questo punto mi fa piacere dirti cosa è il coaching per me, che conosco questa disciplina da qualche anno ormai e che l’ho sperimentata sia come cliente che come coach. Per me, il coaching è assistere allo spettacolo della materializzazione nel mondo dell’essenza nascosta di una persona. Un po’ come quando si cura una piantina, le si dà acqua, la si osserva e poi, un giorno, mette una nuova foglia, spunta un bocciolo e il bocciolo cresce e si apre rivelando i colori e la fragranza di un fiore, che ti aspettavi di vedere, ma che non credevi potesse riempire il tuo cuore di una gioia così grande.

Annalisa Bracciante

“Giovane donna con lunghi capelli neri che sorride e tiene un girasole, godendosi una giornata di sole all’aperto“, foto di Son Ngoc, usata con licenza CC.

Fonti:

Immagine di copertina “Dadi lettera che formano la parola ‘Cambiamento‘ su uno sfondo scuro, simboleggiando trasformazione e opportunità.” di Nataliya Voitkevich. Immagine usata con licenza CC.