L’archetipo del Guerriero

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Questa volta affrontiamo uno degli archetipi più “popolari” in questo tempo in cui viviamo: l’archetipo del Guerriero.

Il Guerriero è colui che evade dall’ambiente che lo ha imprigionato e inizia il Viaggio alla ricerca del tesoro. Ovviamente, durante il Viaggio sarà chiamato a sostenere delle prove, a uccidere i draghi che gli si pareranno davanti. Un Eroe simile, quindi, è coraggioso, fedele ai nobili ideali e disposto a rischiare la sua stessa vita per difendere il regno o il proprio onore e proteggere i deboli dal pericolo. Una sorta di cavaliere senza macchia e senza paura (chissà se incontrerà anche la giovane donzella… vediamo che si può fare per lui durante questo articolo).

Il Guerriero dentro di noi ci chiama a essere coraggiosi, forti, capaci di fissarci delle mete e di raggiungerle, capaci di combattere per noi stessi e per gli altri. Il Guerriero chiede un forte impegno verso la propria integrità. I Guerrieri vivono e combattono per le proprie idee e valori, anche quando ciò può costare molto in termini economici o sociali. Ciò significa, quindi, fare il meglio in assoluto e combattere non solamente per vincere, ma per il leale combattere in sé. Lottare per l’onore.

Essere Guerrieri significa rivendicare il proprio potere stabilendo il proprio posto nel mondo e rendendo quel mondo migliore. Per farlo, bisogna identificare gli aspetti della vita (individuale e collettiva) che non ci aggradano e cercare di cambiali con la persuasione o con la forza.

Il Guerriero è colui che difende i nostri confini interiori e deve avere un certo grado di evoluzione per ottemperare a questo compito. Dal momento che viviamo in un tempo dominato dalla cultura del Guerriero, si rende necessario elevarci a un livello superiore di questo archetipo, per fare in modo che si dispieghi il suo effetto costruttivo, non distruttivo. Spetta ai Guerrieri altamente evoluti tenere a bada i Guerrieri devastatori.

LA NOTA ALTA DELL’ARCHETIPO DEL GUERRIERO

Il mito del Guerriero ci dice come il coraggio e la lotta dell’uomo possano vincere il male. Ovviamente questo mito si identifica completamente con la mascolinità. Il vero Guerriero combatte per proteggere e nobilitare gli altri. È diverso dal macho, che vuole sentirsi superiore agli altri e dominarli. Invece, ogni Guerriero sufficientemente evoluto tratta gli altri esattamente come lui stesso vorrebbe essere trattato: con rispetto.

Ci comportiamo da Guerrieri positivi ogni volta che ci opponiamo a un’autorità ingiusta, quando rischiamo la vita per un principio, per un’ideale, quando prendiamo le difese degli altri che vediamo essere minacciati nella loro integrità fisica e/o psichica. Inoltre, diventiamo Guerrieri positivi ogni volta che, riconoscendo l’esistenza dell’ingiustizia e del male, difendiamo i deboli privi di potere e non agiamo solamente difendendo noi stessi. Infine, siamo Guerrieri positivi quando agiamo per difendere i nostri confini e, facendolo, non prevarichiamo gli altri; meglio ancora, apportiamo il nostro contributo affinché nel mondo siano riportati l’equilibrio e la giustizia e sia abolita ogni forma di prevaricazione.

guerriero medievale con spada e armatura di cuoio.
“Un guerriero medievale che indossa un elmo e armatura di cuoio, che tiene una spada, incarnando lo spirito vichingo”, foto di Fernando Cortés usata con licenza CC.

LA NOTA BASSA DELL’ARCHETIPO DEL GUERRIERO

Molto spesso vediamo all’opera, in questo mondo, il lato primitivo, irritante e senza scopo dell’archetipo del Guerriero. Quando notiamo persone all’opera per fomentare risse o che si sforzano per attirare altre persone a sostegno della loro causa, siamo in presenza del Guerriero che agisce sotto una forma negativa.

Certi Guerrieri, ad esempio, non riescono a vedere il mondo se non in base al loro solo punto di vista e vogliono imporre questa visione a tutti gli altri. Ecco che costoro metteranno in atto tutta una serie di comportamenti volti ad attirare le persone dalla loro parte anche se ciò comporterà il fatto di nascondere una parte della verità. Altri Guerrieri “negativi” dividono in mondo in eroi, cattivi e vittime da salvare e questa visione così stereotipata crea un mondo dove vi sono sempre cattivi e vittime solamente perché vi sia sempre un eroe che possa giustificare il suo agire.

L’aspetto negativo dell’archetipo del Guerriero è la convinzione che non va bene essere semplicemente umani, ma dobbiamo provare che siamo migliori degli altri, quindi il Guerriero vuole sempre essere il migliore. Spesso ciò conduce a un imbarbarimento nelle relazioni e a disfarsi delle regole di vita comunitaria per imporre la propria visione. Quindi, ci si trasforma in ciò che si vorrebbe combattere. Nelle manifestazioni più negative, questo desiderio di essere superiori agli altri non è controllato da alcun valore superiore né da alcun sentimento umano.

È essenziale, quindi, fare una scelta fra il bene e il male, perché si può usare il proprio potere sia per migliorare il mondo, sia per acquistare potere e controllo sugli altri. Si può certamente scegliere di proteggere gli altri, le vittime, ma talvolta per fare questo il Guerriero negativo pretende che le stesse vittime siano asservite al suo dominio.

Affermare il potere comporta sempre dei rischi, soprattutto morali. Nel mondo attuale, che vede una caduta proprio della morale, dell’etica, molte persone che si considerano Guerriere non sono affatto tali, bensì sono Orfani che placano il loro senso di mancanza di potere cercando di controllare gli altri. Affinché si sviluppi una forma di Guerriero positivo è necessario che il proprio Orfano interiore sia stato sviluppato e “risolto”, dando spazio all’empatia e controllando il cinismo. In caso contrario, l’Orfano non risolto darà un taglio negativo al Guerriero, che diventerà soverchiante sugli altri per rispondere al desiderio di potere e di controllo sulle altrui esistenze.

drago circondato da effetti di luce e fuoco
“Un’immagine suggestiva di un drago circondato da spettacolari scie luminose arancioni simili a fiamme.”, foto di Krizalid Daza usata con licenza CC.

COME SI FORMA IL GUERRIERO

Il Guerriero evoluto desidera che combattiamo per ideali più alti del nostro tornaconto personale, che affermiamo l’idealismo che sta alla base dell’archetipo nelle sue forme più elevate e che ci battiamo solo per ciò che è realmente importante. L’archetipo del Guerriero evoluto ci chiede anche di lottare per il più ampio interesse sociale e, nel tempo attuale, ciò può significare considerare non solamente la nostra compagnia, la nostra squadra o la nostra nazione, ma tenere conto di tutta la gente nel mondo. Il nemico, a questo punto, non è più una persona in particolare, un gruppo, un paese, bensì l’ignoranza, la povertà, l’avidità, l’angustia mentale, la mancanza di regole e di etica.

Si inizia a praticare l’archetipo del Guerriero imparando ad autodifendersi e a soddisfare i propri bisogni. Per molte persone, gli archetipi del Guerriero e dell’Angelo custode sono i primi archetipi adulti da vivere e integrare nella coscienza.

Il Guerriero prende sogni e idee creative ed escogita un obiettivo e un piano per raggiungerlo. Fornisce la disciplina per rispettare il piano o per decidere una ritirata strategica quando necessario.

Il Guerriero che ha in sé anche un Innocente sano ed evoluto non cade nella trappola di battersi per qualsiasi cosa, ma combatte solo per ciò che gli sta veramente a cuore. Se ha stretto un buon rapporto con il proprio Orfano, l’archetipo del Guerriero si esprime in maniera non troppo dura né con se stesso, né con gli altri. Spesso, anzi, si ritrova a collaborare con altre persone su un piano di parità. Se possiede anche un buon Angelo custode, questo Guerriero sarà pronto a combattere per il bene della gente, del paese o della causa che ama e non solo per i suoi motivi personali.

Quando i quattro archetipi associati all’Io sono a un buon livello evolutivo, l’archetipo del Guerriero tende a operare a un livello molto alto, combattendo solo quando è chiamato a farlo. Se, invece, l’Innocente e l’Orfano sono menomati e l’Angelo custode non è sufficientemente sviluppato, gli obiettivi, i progetti e gli schemi del Guerriero saranno volti esclusivamente a proprio vantaggio e saranno altresì limitati e cinici.

L’archetipo del Guerriero ci aiuta a trovare un senso di individualità all’interno dell’unità. Senza di esso è difficile sviluppare un senso di identità che sia il proprio e non quello di un altro. È il Guerriero che custodisce i confini e protegge il primo affiorare del sé (Io) dall’abuso delle pretese e dei desideri altrui.

IL VIAGGIO DEL GUERRIERO

Spesso l’aspirante Guerriero inizia il viaggio sentendosi tutto fuorché potente. Si percepisce, anzi, imprigionato all’interno di confini costruiti da altri. In termini psicologici, dobbiamo costruire i nostri confini per affrancarci dal controllo altrui. Fino a quando restiamo in uno stato di io infantile, l’avere confini fissati da altri a nostro vantaggio ci fa sentire sicuri e tranquilli. Quando siamo pronti a diventare più autonomi, all’improvviso quelle regole sembrano molto meno positive. Cominciamo, allora, a sentirci imprigionati e lottiamo contro di esse.

Fino a quando non svilupperemo nostri confini, decisi da noi, con nostre regole, penseremo (a torto o a ragione) di essere tenuti prigionieri da qualcuno o da qualcosa. Molto spesso, quando una persona sta cominciando a costruire i propri confini rivendicando la propria identità, può accadere che essa sia portata a immaginare di essere attaccata o abbandonata dagli altri. Dato che il nostro Guerriero inizia spesso il viaggio verso l’affermazione delle proprie verità attaccando le verità altrui, capita che siamo noi stessi a provocare l’aggressione e l’abbandono.

Il Guerriero ai suoi inizi ha due tipi di difesa: la segretezza e la ritirata strategica. La segretezza è una sorta di camuffamento, ovvero siamo più sicuri di non essere attaccati quando non ci possono vedere. Il Guerriero saggio, peraltro, sa che non si dovrebbe mai entrare in guerra se non si è preparati abbastanza. Questo significa evitare di sollevare questioni che potrebbero provocare un conflitto con gli altri, fino a quando non ci si fida abbastanza del rapporto da pensare di poter correre il rischio della separazione e fino a quando non si sia abbastanza protetti da poter combattere.

La ritirata strategica è una questione di buon senso: quando è chiaramente sopraffatto da una forza superiore, il Guerriero si ritira e prende tempo per ricostituire le forze. Ci si ritira e si riflette. I bravi Guerrieri, infatti, non scendono in battaglia fino a quando non sono sufficientemente pronti da avere buone possibilità di vittoria. Durante il tempo di preparazione si impara l’autodisciplina e l’abilità di controllare i propri impulsi e sentimenti.

L’arte del Guerriero non è nel lottare per lottare, ma nell’avere la saggezza e il coraggio di sapere dove e quando lottare.

Alla fine, il Guerriero capace impara che per influenzare il proprio ambiente in un modo che gli dia quello che vuole, deve sapere che cosa vuole ed essere pronto a combattere per averlo. Ciò significa saper comunicare agli altri ciò che si desidera e saperlo fare in modo chiaro e rispettoso. Bisogna avere chiaro ciò che si desidera, agire in base a quella conoscenza e tenere gli occhi fissi sull’obiettivo. Rimanere pronti a dare battaglia qualora ci si stia allontanando dall’obiettivo e sapere anche accettare consigli e ammonimenti degli altri in modo da aggiustare il tiro relativamente alla nostra strategia, non rispetto al nostro obiettivo.

DIVENTARE UN GUERRIERO EVOLUTO

Per l’archetipo del Guerriero arrivato al grado più alto la vera guerra è quella contro i nemici interiori. È il coraggio di affrontare i draghi interiori che ci permette di affrontare quelli esteriori con intelligenza, autodisciplina e saggezza. È importante non solo saper resistere, ma anche scegliere le battaglie giuste da combattere. I Guerrieri evoluti cercano di convincere gli altri a sostenere le loro battaglie e arrivano al combattimento vero e proprio solo come ultima risorsa, dopo aver vagliato ogni altra possibilità.

I Guerrieri più abili possono peraltro non essere affatto riconosciuti come Guerrieri, perché non ci sono stati scontri aperti ma solo una lotta d’intelligenza. Ai livelli più alti la vittoria si raggiunge non solo senza spargimento di sangue ma anche senza l’umiliazione di alcuno.

Il vero Guerriero incute rispetto per la sua forza e la sua acuta valutazione di persone e situazioni, che lo porta a combattere solo quando occorre e a cercare un compromesso creativo quando ciò è possibile.

Nel mondo attuale, dove esiste un decadimento della moralità, il Guerriero deve impegnarsi in decisioni e azioni che si estrinsecano in un ambiente dove non c’è nulla di assolutamente giusto o sbagliato. Se io ho ragione e tu differisci da me, ciò non significa che tu abbia torto. Se io faccio ciò che è giusto per me e tu fai ciò che è giusto per te, non c’è necessariamente contrasto, anche se le cose che facciamo sono decisamente in contrasto fra loro.

I Guerrieri hanno anche diversi modelli di combattimento, basati sul diverso livello di sviluppo. Il primo livello è quello di chi lotta nella giungla e il combattimento sarà scorretto, con l’obiettivo di annientare l’altra parte. Via via che il Guerriero diventa più civilizzato e raffinato, il combattimento si assoggetta a principi e regole di gioco leale e il fine diventa quello di battere l’avversario possibilmente senza fargli del male. Il terzo livello vede come unico interesse del Guerriero quello di raggiungere un fine di più vasta portata sociale. Infine, quando la volontà è informata dallo Spirito e il Guerriero agisce al servizio del richiamo dello Spirito sulla persona, non c’è generalmente alcun conflitto fra quello che la persona vuole e quello che contribuisce al bene generale.

La società progredisce quando il Guerriero che è dentro di noi supera l’interesse egoistico per la difesa dei figli di tutti e la salvaguardia del bene comune. Per fare questo dobbiamo avere non solamente coraggio, ma compassione.

UNA VISUALIZZAZIONE

Immagina qualcosa di molto prezioso che desideri moltissimo. Può essere un oggetto, una persona, una carica o posizione o una cosa qualsiasi da cui sei fortemente attratto. Immagina di organizzare una campagna per entrarne in possesso, usando tutte le armi che riesci a mettere insieme. Le armi possono essere costituite da fucili, carri armati, bombe o anche parole, dall’esercizio del potere politico, dal colpevolizzare gli altri… Quali che siano i mezzi, immagina te stesso che combatti tanto aspramente e tanto a lungo quanto occorre a ottenere il tuo scopo. Se provi una certa resistenza di fronte a questa lotta all’ultimo sangue, ricorda che è solo un sogno a occhi aperti, non la realtà. Una volta che sei riuscito a raggiungere l’obiettivo, accetta di assaporare fino in fondo la vittoria ed esamina tutte le sensazioni che il comportarti così ti può procurare.

Andrea Coltro

Fonti

Foto in evidenza: “Artista marziale che esegue un calcio alto durante il tramonto, creando una scena dinamica”, di Anna Tarazevich. foto usata con licenza Pexels. (https://www.pexels.com/it-IT/license/)

Pearson, Carol S., Risvegliare l’eroe dentro di noi. Dodici archetipi per trovare noi stessi, Astrolabio, 1992.