La Profezia della Curandera ed Hernán Huarache Mamani

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Informazioni generali

Per potere comprendere al meglio una qualsiasi opera letteraria è necessario conoscere alcune informazioni generali. Tali informazioni permettono al lettore di collegare lo scritto al contesto più generale in cui esso è stato concepito. Ecco perché ho pensato di riportare alcune notizie che potranno aiutarti a capire meglio La profezia della curandera.

La profezia della curandera è un romanzo scritto in lingua spagnola da Hernàn Huarache Mamani nel 2000 e il suo titolo originale era El poder de la Mujer. Questo scritto mi è capitato tra le mani in un giorno di calura estiva e l’ho divorato in appena tre giorni. Non davo grande peso al volume ingiallito che riposava nella mia libreria, eppure mi sono dovuta ricredere!

Foto di Luis Gonzalez Palma, progetto grafico di Cecilia Flegenheimer. Tratta da https://www.edizpiemme.it/libri/la-profezia-della-curandera/, visitato il 24 Giugno 2026.

Generalmente non faccio ricerche a posteriori sui libri che leggo per puro intrattenimento. Questa volta, però, dopo la lettura dell’opera, ho deciso di raccogliere alcune notizie per comprendere meglio la “magia” di questo romanzo e l’ideologia che sta alla sua base.

Nei prossimi paragrafi ho scritto riguardo a:

  • la biografia di Hernán Huarache Mamani;
  • l’ideologia dell’autore;
  • la trama del romanzo;
  • i temi principali del romanzo;
  • riflessioni personali;

Se non sei interessato a saperne di più sull’autore, ma ti interessa conoscere il romanzo ti consiglio di andare direttamente al paragrafo successivo. Buona Lettura!

L’autore

Hernán Huarache Mamani nacque da una famiglia poverissima in un piccolo villaggio del Perù nel 1943. Probabilmente, la sua vita sarebbe stata quella di un qualsiasi pastore o agricoltore indio, se avesse deciso di rimanere nel villaggio natìo. Tuttavia Mamani desiderava studiare e a soli undici anni si trasferì da solo a Lima. Nella capitale peruviana egli riuscì a trovare un lavoro che gli permettesse di mantenersi e di continuare gli studi, nonostante le sue povere origini.

Mamani fu tanto determinato da riuscire a conseguire una laurea in Economia e Lingue straniere. Grazie al suo titolo di studio poté trovare un lavoro ben remunerato come insegnante ed economista e aiutare la sua famiglia d’origine che continuava a vivere una vita semplice sulle Ande.

Foto senza titolo, autore sconosciuto, tratta da https://www.facebook.com/HernanHuaracheMamani/, consultato il 24 Giugno 2026.

Ad un certo punto, però, l’autore si ammalò di una grave malattia e ciò lo spinse a tornare nel suo villaggio in cerca di uno sciamano, cioè un guaritore tradizionale, per potere tornare in salute. Questo momento della sua vita viene definito da Mamani come un «punto di svolta» che lo portò a ritrovare le sue radici spirituali e culturali, sotterrate sotto al peso di una formazione culturale di stampo Occidentale.

In seguito all’incontro con lo sciamano, Mamani fondò L’Istituto Nativo di Cultura Andina (I.N.C.A.) che fu attivo tra il 1975 e il 1989. Il suo scopo era quello di raccogliere, preservare e trasmettere la cultura ancestrale andina alle nuove generazioni. Tuttavia, il governo di quel tempo, secondo quanto affermato dall’autore nel suo sito web, era ostile alla cultura indigena e tale operazione culturale si concluse definitivamente nel 1989.

Mamani proseguì le sue ricerche autonomamente ed entrò in contatto con un anziano che faceva parte di un gruppo di «uomini saggi delle Ande». Quell’anziano signore divenne suo maestro e lo guidò nella conoscenza di sé e nello studio dei saperi magici, medici e religiosi dell’antico popolo inca.

Su indicazione del suo maestro Mamani iniziò a divulgare il sapere tradizionale inca attraverso libri e conferenze sia in Perù che in Europa. I proventi delle conferenze e dei libri furono utilizzati in gran parte per la costituzione di una scuola con un approccio pedagogico diverso da quello Occidentale, el colegio de la vida y de la paz. Mamani fu attivo come insegnante, conferenziere e curandero fino alla sua morte nell’ottobre del 2016.

L’ideologia dell’autore

Nella parte finale della sua vita Hernán Huarache Mamani fu impegnato, sia a livello teorico, sia a livello pratico nella costituzione di un modello pedagogico che integrasse la conoscenza di sé, la creatività e la spiritualità nel percorso scolastico ordinario. Ad esempio, nella conferenzaNecessità di una nuova educazione, l’autore discute la necessità di una riforma del modello educativo dominante e analizza tale tematica da un punto di vista sociale ed ecologico oltre che educativo.

Secondo lo scrittore le società attuali sono organizzate in modo tale da dare priorità agli interessi di ristrette elités di potere e a svantaggio di intere società. Tale organizzazione sociale è disumana e mostra i chiari segni di un «disprezzo per la vita» (Mamani 2008, p.354) che a lungo andare potrebbe portare persino all’estinzione del genere umano.

Foto di autore sconosciuto, Titolo “Mamani_07” tratta da https://www.hernanhuarachemamani.com/it/h-h-mamani/, consultato il 24 Giugno 2026.

Per lo scrittore l’unica soluzione capace di prevenire la catastrofe ecologica sarebbe un cambiamento radicale dei modi di pensare, agire e vivere nel mondo. Allo scopo di attuare tale cambiamento «servirebbe un’educazione creativa basata sull’amore, la ricerca della verità e il rispetto di tutti gli esseri viventi» (Mamani 2008, p.354). La nuova educazione dovrebbe essere impartita da istituzioni educative nuove che siano in grado di stimolare la creatività, la coscienza, la spiritualità e la sacralità della vita oltre al pensiero logico-razionale e alle conoscenze tecnico-scientifiche.

Durante il corso della sua vita Mamani tenne numerose conferenze nelle quali espresse il suo pensiero riguardo all’educazione, il rapporto uomo-ambiente, l’importanza del ruolo della donna nella società, il rapporto tra i sessi, la dimensione spirituale della vita e molto altro ancora. Egli espresse il suo modo di vedere il mondo e il sapere spirituale inca, trasmessogli dal suo maestro, nei numerosi romanzi che scrisse negli anni 2000.

La profezia della Curandera

Trama

La profezia della curandera è uno dei primi romanzi di Mamani. Il titolo originale dell’opera era El poder de la Mujer e, in effetti, tale scritto tocca proprio il tema del potere femminile e del suo occultamento nelle società moderne, nonché il rapporto tra i sessi e l’importanza dell’energia femminile nella società. Tali temi vengono affrontati attraverso la storia di una giovane donna india che vive secondo lo stile di vita occidentale e che con il succedersi degli avvenimenti si riavvicina alla tradizione del suo popolo.

L’autore ci racconta la storia di Kantu, che è la protagonista di un racconto di formazione al femminile. Kantu è una giovane india che vive all’Occidentale e che a causa di un grave incidente (viene quasi colpita da un fulmine) sviluppa il dono della preveggenza.

Lei, però, è spaventata dall’effetto che ha sugli altri la sua capacità profetica, così cerca l’aiuto di uno sciamano per perdere tale abilità. Il rito dello sciamano, Don Anselmo, avrà successo e Kantu tornerà alla sua vita ordinaria… per poco! Infatti, la vita della giovane sarà nuovamente sconvolta da un “colpo di fulmine”, questa volta metaforico.

Durante una festa di paese la ragazza si innamora a prima vista di Juan, un giovane ingegnere di discendenza europea e decide di fare l’amore con lui, nonostante sia già fidanzata e la morale cattolica del tempo condanni le donne che perdono la verginità prima del matrimonio.

Dopo un momento di clandestinità, Kantu riesce a rendere pubblica e apparentemente stabile la sua storia d’amore, tuttavia Juan non desidera davvero sposare Kantu e con uno stratagemma si allontana e di fatto la lascia. La giovane aspetterà speranzosa il suo “fidanzato”, fino a che Don Anselmo non le paleserà chiaramente l’abbandono che ha subito e la incoraggerà a voltare pagina.

Purtroppo, però, la ragazza non riuscirà a dimenticare l’ex fidanzato e svilupperà una sorta di ossessione amorosa per lui che la porterà a intristirsi. Don Anselmo, venuto a conoscenza dello stato in cui versa la ragazza, indicherà una possibile soluzione per conquistare Juan: Kantu dovrà diventare una donna di potere. Per potere fare ciò, la protagonista dovrà trovare un curandero che conosce il serpente di fuoco, l’energia interiore che giace sopita nell’uomo e nella donna, e poi dovrà diventare sua allieva.

A questo punto della storia la ragazza affronta una serie di peripezie per conoscere il suo maestro e per farsi accettare da lui come discepola. Ma le prove non finiscono qui, infatti il periodo di formazione sarà lungo, duro e complesso, cosicché la ragazza viene messa di fronte alla difficile decisione di abbracciare totalmente la sua nuova vita oppure ritornare a casa. Il desiderio amoroso di Kantu è così grande che la giovane decide di buttarsi anima e corpo nell’apprendistato fino al punto di cambiare totalmente vita pur di diventare una donna di potere, una curandera.

Il suo nuovo maestro, Condori, cura la formazione della ragazza sia dal punto di vista pratico, sia dal punto di vista spirituale ed infine la conduce presso la dimora di Mama Maru, una donna serpente, cioè una donna di potere che può insegnare a Kantu ad ottenere ciò che desidera. La formazione con Mama Maru è ancora più dura di quella che la protagonista ha affrontato col suo primo maestro, tanto che la ragazza rischia di morire e poi di impazzire. Ma, grazie alla sua forza interiore e costanza, Kantu riesce a superare tutte le prove e diventa una “vera donna”, una donna che conosce sé stessa e sa usare il suo potere interiore.

Alla fine del romanzo la protagonista ottiene ciò che ha sempre desiderato, cioè una relazione stabile con Juan, il quale finalmente la riama e la apprezza. Durante il corso della storia la protagonista è maturata e grazie alla sua maturazione può finalmente essere sé stessa a prescindere dalle convenzioni sociali. Così il romanzo non termina con un matrimonio tra Kantu e Juan, anzi è proprio Kantu che capisce di non volere sposare Juan, ma di volerlo comunque accanto come suo compagno di vita in piena libertà. Nasce così una relazione aperta e consapevole tra due persone che si amano e si rispettano per quelli che sono.

Tematiche

Sotto le vesti di un romanzo di formazione, La profezia della curandera affronta diverse tematiche.Alcuni dei temi trattati nell’opera sono:il rapporto uomo-donna, la donna e il suo ruolo nella società, l’importanza di conoscere sé stesse, l’amore, la sessualità, i sentimenti, le energie del corpo umano, lo scopo di vita e molto altro.  

In questo articolo non intendo dedicarmi a tutti i temi sopra-menzionati ma di concentrarmi sulle tematiche della conoscenza di sé. Se leggi il blog di CobraEvolution.it da tempo sai che questi sono due argomenti a me molto cari e quindi mi è sembrato curioso ritrovarli in un romanzo che ho letto per caso!

Per quanto riguarda il tema della conoscenza di sé, l’autore mette in bocca ai due maestri di Kantu diverse considerazioni, che potremmo benissimo applicare anche alle nostre vite. Ad esempio, a pagina 140 Condori dice a Kantu che conoscere sé stessi significa comprendere la profondità del proprio essere, sapere quali sono i propri punti di forza e i propri punti deboli. Secondo il maestro, proprio grazie alla conoscenza e all’accettazione di noi stessi si può affrontare ogni sfida della vita.

Le affermazioni di Condori che suonano apparentemente come un discorso banale, non lo sono poi così tanto. Basti considerare il livello di condizionamento sociale (e familiare) a cui tutti noi siamo sottoposti in diversa misura dalla più tenera età. Infatti, sebbene ci venga detto costantemente che siamo “liberi”, è abbastanza raro trovare una persona che sia veramente così libera e capace di essere sé stessa ed è ancora più raro trovare una persona che conosca “le profondità della sua essenza”.

Quando il maestro invita la sua discepola a conoscersi intende suggerirle che la conoscenza di sé non deve fermarsi a un livello superficiale e nemmeno all’immagine di sé che Kantu ha costruito per piacere agli altri, cioè la maschera sociale. La conoscenza di sé dovrebbe comprendere le zone di luce e quelle d’ombra, i propri pregi e i propri difetti, anche quelli ben nascosti. Ma il lavoro interiore non si ferma qui! Infatti bisogna imparare ad accettarsi per ciò che siamo e questo è un atto di amore per ogni parte di noi stessi.

Se la prima parte del lavoro sembra complessa, la seconda parte mi sembra che sia ancora più ardua perché richiede un livello di compassione considerevole. Eppure è proprio la conoscenza unita all’amore che ci permette di vivere in modo consapevole ed evolutivo.

Il cammino di comprensione di noi stessi è lungo e complesso, ma da dove cominciare? Questa è la domanda che molti si pongono (o si sono posti) al principio del proprio viaggio di conoscenza. A questo proposito, mi fa piacere citare per intero un brano del libro in cui Il maestro di Kantu indica una vera e propria lista di domande alle quali rispondere per iniziare il proprio cammino.

«Dovrai trovare la risposta a queste domande: chi sono? Che cosa faccio sulla terra? Ho un’idea chiara di ciò che voglio dalla mia vita? Sono felice come sono oppure credo solo di esserlo? Sono realmente quella che credo oppure sono ciò che gli altri desiderano che io sia? Conosco tutte le potenzialità del mio essere? Quali sono i miei ideali? Quando avrai risposto a queste domande, allora comincerai a capire la profondità del tuo essere […]» (Mamani 2008, p.140)

A questo punto molti di voi potrebbero sentirsi confusi considerando la quantità e la complessità di tali domande o forse vi potreste sentire frustrati. Questi stessi sentimenti sono quelli provati da Kantu nel romanzo. In effetti, ad un certo punto, la protagonista dà voce al suo disagio e spiega a Condori di avere fatto mille tentativi per conoscersi meglio, ma di non riuscire ancora nell’impresa. Dopo avere ascoltato le preoccupazioni della ragazza, il maestro le consiglia di darsi tempo e proseguire con costanza nel proprio viaggio di conoscenza (Mamani 2008, p.148). Conoscere sé stessi può essere un impegno lungo una vita, ma comunque è un processo complesso che richiede impegno personale e perseveranza.

Insomma, per conoscersi meglio bisogna impegnarsi in prima persona ed è nostra esclusiva responsabilità portare avanti il lavoro interiore di conoscenza. Non è un maestro spirituale, un terapeuta, un insegnante o un partner a potere dirci chi siamo nel profondo. Su questo tema, noi siamo le uniche persone al mondo esperte!

In chiusura, anche a me piacerebbe lasciare una domanda ai lettori e la domanda è: che cosa fai per conoscere te stesso? Hai una pratica che svolgi con costanza? Ti piacerebbe scoprire qualche metodo per conoscerti meglio? Come vorresti che fosse questo metodo? Se ti va, fammi sapere le risposte alle tue domande nei commenti all’articolo.

Annalisa Bracciante

Fonti

Foto in evidenza: “senza titolo” di Eduardo Lopez, usata con licenza pexels.

Huarache Mamani, Hernán, La profezia della curandera, Edizioni Piemme, 2008, Torino.

Huarache Mamani, Hernán, «Necessità di una nuova educazione», in La profezia della curandera, Edizioni Piemme, 2008, Torino.

Ciarletti, Alessandra, 11 Dicembre, 2011, «La Pachamama te habla. Intervista a Hernán Huarache Mamani», consultabile all’indirizzo https://www.hernanhuarachemamani.com/it/wp-content/uploads/2014/11/Dicembre-2011-La-Pachamama-te-habla-di-Alessandra-Ciarletti-per-Roma-Tre.pdf

Sito Web di Edizioni Piemme: https://www.edizpiemme.it/autori/hernan-huarache-mamani/, consultato il 22/06/26.

Sito Web di Hernán Huarache Mamani: https://www.hernanhuarachemamani.com/, consultato il 22/06/26.