Bullismo a Lavoro e a Scuola

ragazzo che legge libro al tramonto
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“I Bulli non sono solo adolescenti nelle scuole. Sono anche adulti che lavorano in uffici con bei titoli, i quali pensano di avere il diritto di spezzare lo spirito degli altri, così da sentirsi meglio per la miseria della loro vita” (Cit.)

Quello che i bulli mi hanno insegnato

Qualche giorno fa scorrendo i titoli di giornale sul mio smartphone ho letto la tragica notizia del suicidio di un ragazzino di appena quattordici anni, Paolo Mendico. Immagino che a questo punto tutti abbiano letto le dichiarazioni dei familiari sul disagio che provava il ragazzo e sui continui atti di bullismo che subiva a scuola.

Non voglio aggiungere nulla alla notizia della morte di Paolo, ma voglio prenderla come spunto per parlare di Bullismo e di quello che i bulli mi hanno insegnato. Spero che condividere la mia esperienza di vita possa essere, per te che leggi, un incoraggiamento a non cedere alla prepotenza del bulletto di turno e che le mie parole ti diano la forza per camminare a testa alta, nonostante gli insulti o i soprusi.

… E se ti senti solo/a in questo momento e nessuno te l’ha ancora detto, sappi che, anche se non ti conosco ti voglio bene ed è per questo che ti parlo di quello che ho vissuto e quello che ho capito dalla mia esperienza…

La mia esperienza di vita

La violenza e l’abuso chiamato bullismo lo sperimentano anche gli adulti sul posto di lavoro. Non scorderò mai una mia capo ufficio che mi rimproverava qualsiasi cosa facessi o dicessi. Mi trattava con sufficienza e agiva dei veri e propri soprusi, che io sopportavo con tanta pazienza perché ero in un paese straniero e in una situazione precaria. Un giorno mi rimproverò perché ero andata troppe volte in bagno, io avevo la cistite, ma non le importava.

Un’altra fantastica bulla della mia personale galleria degli orrori, dopo avermi sostituita nel mio ufficio, poiché io ero in malattia mi fece trovare la postazione con spazzatura ovunque, residui di cibo mangiato da lei e lattine mezze bevute e lasciate a terra. Tutto questo perché lei era la “Regina” e io una “poveretta”.

Infine, come non ricordare una collega più anziana di me a scuola? Dopo avermi dato un “ordine” che io non ho seguito, motivando con calma il mio rifiuto, ha deciso di scrivere sulla lavagna della sala insegnanti la data di inizio e termine della mia supplenza, come a dire: “tanto fra un po’ vai via! Non credere di avere alcun potere qui”. Da quel momento, molte colleghe smisero persino di parlarmi.


Mi ignoravano, come se non esistessi e tutto ciò che avevo fatto per meritarmi la loro aggressione passiva e silenziosa era semplicemente avere detto: “ho chiamato la segreteria della scuola e mi hanno detto che è ok andare a firmare il documento domani e non immediatamente” e aggiunsi: “lo puoi fare anche tu” rivolta a una collega gravida col pancione che la collega anziana stava stressando inutilmente per andare a firmare sto benedetto documento… “Ma come mi sono permessa di essere gentile con una collega in gravidanza!? Oh!!!”

Le Bulle

Nella mia vita ho subito atti di bullismo quasi sempre da altre donne. Da queste esperienze ho capito una cosa: Avere paura delle bulle o dei bulli, ci fa solo male. Essere sereni e fare ciò che si ritiene giusto, ci fa bene. Non contare sull’aiuto del gruppo è fondamentale, perché spesso i bulli hanno un potere che viene loro dal branco.

Nella maggior parte dei casi la bulla (o il bullo) è solo una persona che vuole sentirsi superiore a te per la sua vita vuota e miserabile. Probabilmente la bulla ti invidia perché hai qualcosa che lei non ha oppure la metti in difficoltà esponendo un difetto di sé stessa che lei non vuole accettare e che proietta sugli altri (ad esempio, la prepotenza della collega più anziana nell’ultimo esempio).

La bulla donna generalmente crea clan di scimmiette volanti 🐒 che la supportino sulla base del senso di paura. Molte delle scimmiette volanti vogliono solo appartenere ad un gruppo, stare tranquille e non hanno voglia di schierarsi. Pavide gregarie che temono di essere prese di mira dalla bulla e dunque prendono di mira te.

Un’altra caratteristica tipica delle bulle è la menzogna. Alcune sono diffamatrici consapevoli, altre sono solo persone che non riescono ad accettare le proprie parti in ombra e te le proiettano addosso.

Ti faccio un esempio: nell’ultimo caso, quello della scuola, dato che nessuno più mi salutava o parlava (solo un’altra insegnante mi rivolgeva la parola), decisi di non entrare più in aula insegnanti e di passare tutto il mio tempo libero o con i ragazzi o fuori dalla scuola. Quando la “Bulla” capì che la collega che sostituivo non sarebbe tornata, iniziò a farmi una sviolinata assurda perché rimanessi. “Devo valutare”, risposi.

Quando la capetta capì che non sarei rimasta mi disse, vittimizzandosi: “Ma ci odi così tanto, che non entri in aula insegnanti?” 😢

Mia risposta: “No, mi godo il sole d’autunno in cortile!” 😄👍🏻✨

La bulla evidentemente proiettava su di me l’astio che lei e anche altri docenti provavano nei miei confronti, perché ero arrivata nella “loro” scuola e non seguivo le “loro” regole, ovvero la loro consuetudine, che non sono regole ma che per loro erano legge.

Queste MERDAvigliose storie le scrivo perché a qualcuno potrebbe servire leggere tutto questo per capire come muoversi e perché si fa un gran parlare di lotta al bullismo, quando poi i bulli (o i mafiosetti, per dirlo alla siciliana) te li trovi persino sul posto di lavoro!!!

Fonti

Foto in evidenza: Mukhtar Shuaib, “untitled”, foto usata con licenza Pexels

Foto nel blog post: Kagan Bastimar, “sagome umane in piedi su un tetto”, foto usata con licenza Pexels